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Cabanne

Cabanne Alla confluenza dell’Aveto col torrente Bozale si trova Cabanne, m 809 s.l.m., importantissimo centro che si sviluppò probabilmente dopo che i monaci di Villa Cella prosciugarono la piana omonima effettuando uno sbancamento presso le Rocche del Masapello, più o meno ove si trova attualmente a "guazzare" in Aveto il masso cosiddetto della "Balena".

Il nome pare derivi, secondo gli storici più accreditati, dalle "capanne" che erano intorno al lago,donde "Cabanne".
Noi abbiam già lanciato un ipotesi, ma ne vorremmo considerare una seconda...
Ovvero considerare il termine Valdavetano "a Ca’ Banna" come derivazione da "la Casa Banna", ossia "La Casa della bandita". Il termine potrebbe infatti risalire all’istituzione feudale delle "bandite", o sia le riserve di pascolo cintate entro il cui perimetro avevan diritto di pascolo solo i pastori che annualmente pagavan pedaggio ai Feudatari del luogo.

E non bisogna dimenticare che uno dei primi atti di Alberto Fieschi "Conte di Lavagna" a favore dei de Meleto, e indi della sua Casata, presso Corrado Malaspina detto "l’Antico" è di chiedere diritto di pascolo nelle valli dell’Aveto e del Trebbia. Ma forse ci siam spinti troppo oltre...
Cabanne è un sito di importanza notevole, probabilmente rifondato verso la metà del 1300, dopo il prosciugamento del lago, nel luogo che attualmente occupa.
Divenne residenza dei Della Cella una delle più potenti famiglie della Val d’Aveto. Costoro raccogliendo l’eredità dei de Meleto, ossia gli antichi nobili feudatari, grazie al controllo dei traffici da e per Piacenza in breve formarono una grande casata con diramazioni a Rezzoaglio e ville di S. Stefano d’Aveto -ramo dei nobili Cella- e financo a Chiavari e Piacenza. per limitarci alle più conosciute.

Ricordiamo che Cabanne già alla fine del Cinquecento era considerato un importante centro carovaniero.
A Cabanne stazionavano le carovane di muli provenienti dalla Riviera Ligure di Levante ed in specie dal Tigullio, per poi transitare, in genere, per Rezzoaglio e dirigersi a Piacenza.
I nobili della Cella di Cabanne avevano all'interno della lor vasta parentela anche conducenti di muli, uomini atti alle scolte, e non ultimi un certo numero di "banditi" dalla Repubblica di Genova, in genere impegnati qual "stradaroli" ai valichi della Ventarola ed in altri appostamenti consimili, che chiedevano il "pizzo" ai commercianti, ai mulattieri ed ai pellegrini in transito.
Il Manzoni e i suoi "bravi" erano ancora di là da venire... che in Val d'Aveto, Val Sturla, Val di Taro e Val Trebbia, già a partire dalla seconda metà del Quattrocento si esercitavano "bande di scapigliati" in cerca di "bottino e gloria".

Nel Cinquecento i Nobili della Cella di Cabanne e di Rezzoaglio sono i veri signori della Val d'Aveto, anche se la giurisdizione "politicamente e nominalmente" appartiene prima ai Malaspina, poi ai Fieschi ed infine ai Doria.
I della Cella rilevano gli antichi diritti dei de Meleto di imporre dazi e "governano" il territorio con i loro uomini alleandosi politicamente con questa o quell'altra fazione o casata feudale.Prima dell'avvento dei Fieschi in Val d'Aveto alcuni del parentado dei della Cella vengono banditi da Francesco Malaspina di Mulazzo signore di Santo Stefano d'Aveto perché tramano ai suoi danni favorendo Gian Luigi Fieschi detto il "Grande". I della Cella alla fine del Cinquecento erano imparentati con i Malaspina del ramo di Casanova di Val Trebbia, che vantavano crediti nei confronti dei "cugini" del ramo di Santo Stefano d'Aveto.

Con l'avvento di Napoleone, in Val d'Aveto e altrove è la fine del sistema feudale, Nel 1799 Cabanne è Capo Cantone con giudice di pace di prima classe; "a vicenda" Rezzoaglio e Priosa.
Nel 1813 a Cabanne staziona una brigata di soldati francesi al comando del brigadiere Giovanni Battista Lacorif, d'anni 38.

Chiesa di San Bernardo abbate di Cabanne


Citata nel registro della Curia Vescovile del 1523 (Chabana... in valle de Aute) divenne parrocchia nel 1595 smembrandosi dalla matrice di Fontanarossa di Val Trebbia.

Presenta due notevoli tele del Lanfranco. "La deposizione dalla Croce" e la "Resurrezione", acquistate nel 1861 dalla chiesa di S. Maria di Castello di Genova da l’allora parroco Don Angelo Simonetti come cita G.B. Molinelli nel libro "Brevi cenni sulle origini e vicende storiche di Cabanne d’Aveto". Tutto intorno alla chiesa vi sono case di notevole valore artistico che rappresentano l’antico borgo dei Signori nobili Della Cella.

Casa dei Nobili Della Cella

La più importante attualmente é la casa dei nobili Della Cella, casa fortilizio della seconda metà del 1500 fatta costruire, probabilmente su edifici d’epoca antecedente appartenuti ai della Cella, da Antonio Doria dopo il suo insediamento nel Feudo di S. Stefano d’Aveto.Data la posizione, si presume per riscuotere i pedaggi alla foce del rio Bozale, da coloro che provenivano dall’antica strada che immetteva in Val d'Aveto venienti da Val di Sturla. Ricordiamo che già al tempo di Gian Luigi Fieschi, si riscuoteva il pedaggio a Cabanne. A lato di detta casa vi è un portale datato 1791. 


                                                                                                               testo di Sandro Sbarbaro


L'episodio riguardante la fuga del colonnello Gore, del tenente colonnello F. K. May e di altri ufficiali inglesi verso la Corsica, dopo essere stati nascosti presso Farfanosa-Cabanne

Presso Cabanne, a Farfanosa vennero ricoverati da Domenico Cella detto Bacciun, dal fratello Angelino e da Guglielmina loro sorella, col contributo di altri della parentela dei Cella di Farfanosa, fra i quali membri della famiglia del "Vittò" e della famiglia del "Cascinin", 7/8 ufficiali inglesi fuggiti, dopo l'8 settembre, da un campo di prigionia presso Piacenza.
Grazie allo sbarco in Corsica del colonnello Sir Gordon Thomas Gore, organizzato dalla "Otto", iniziarono a giungere in Val d'Aveto i primi lanci di materiale bellico a favore dei partigiani che operavano in Liguria e nel basso Piemonte, pare che fossero i primi aviolanci in assoluto operati dagli inglesi in Italia.
In seguito vennero imbarcati su un gozzo presso il porticciolo di Voltri (GE) il tenente colonnello K. F. May e gli altri ufficiali nascosti a Farfanosa, come fan fede  alcune memorie fra le quali quella del partigiano "Bill" e del senatore della Repubblica italiana Paolo Emilio Taviani, il cui pseudomino da partigiano era "Pittaluga".
il Tenente colonnello K. F. May raccolse l'esperienza di Cabanne-Farfanosa in un libro dal titolo "Toothpaste for the Ass", ossia "Dentifricio per l'asino".
Che fu anche la parola in codice con la quale gli ufficiali inglesi comunicavano agli amici italiani di Farfanosa di essere giunti a salvamento in Corsica.


 N.B. per altri dettagli:

http://www.valdaveto.net/documento_1086.html

http://books.google.it/books?id=BIVzVZoh8moC&pg=PA469&lpg=PA469&dq=Gore+Rezzoaglio&source=bl&ots=j_xU8E2NZq&sig=NfTFcMti6t_lMwPxmKnGt6Lv3jo&hl=it&ei=Uoz_TJnACoqVOvD7jJYM&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CBcQ6AEwAA#v=onepage&q=Gore%20Rezzoaglio&f=false

http://www.ampltd.co.uk/digital_guides/special_operations_executive_series_1_parts_1_to_5/Extracts-from-Documents-Part-5.aspx


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